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Realtà virtuale e giochi

Metaversi, ovvero i nuovi orizzonti virtuali

· Michel Aguilera

Metaversi, ovvero i nuovi orizzonti virtuali

Con la diffusione dei visori di realtà virtuale, come gli Oculus di Meta (ex Facebook) e di altri marchi, una nuova dimensione di scambi e contatti ha cominciato a delinearsi negli spazi collaborativi connessi: i metaversi. Universi virtuali in cui possiamo lavorare, giocare o persino formarci. Per far fronte alla mancanza di socialità che questi tempi difficili di COVID ci fanno subire, vedremo come questi nuovi spazi stiano lentamente ma inesorabilmente conquistando un posto di primo piano nei futuri ambienti del cyberspazio. Alla scoperta.

Ci siamo… davvero?

È in uno spazio virtuale dedicato che inizia la nostra prima esperienza del metaverso. Tutti i grandi nomi della tecnologia (Meta, Microsoft, Google, Apple) hanno deciso di lanciarsi in questa nuova esperienza. Ma è davvero così nuova? Bisogna tornare ai primi anni 2000, con un gioco chiamato Second Life.

All’epoca l’entusiasmo fu immediato, ma l’effetto “wow” durò poco. Il principio era avere un avatar (una sorta di proiezione della nostra persona, ma con le caratteristiche che volevamo) e farlo muovere in spazi vari e diversi (come una seconda vita). Altri giochi come The Sims avevano anch’essi cavalcato questo bisogno di avere un’esistenza digitale parallela alla nostra quotidianità. È nato uno spin-off chiamato Sansar, compatibile con i PC e i visori VR. Mantiene tuttavia una dimensione piuttosto ludica e l’interazione con gli altri “giocatori” dipenderà dalla nostra capacità di comunicare in altre lingue (a seconda, naturalmente, dei temi che sceglieremo in questi spazi virtuali).

Breve introduzione a Sansar VR, il sostituto di Second Life:

Da poco si è fatta sentire l’esigenza di uscire dall’aspetto ludico, per creare più interazioni e spazi cosiddetti “collaborativi”. Abbiamo visto in particolare Microsoft annunciare “Mesh for Teams”. L’uso della realtà virtuale o aumentata è al centro dell’approccio di Mesh. Video di presentazione del metaverso di Microsoft:

Ecco un altro video su Mesh, con un’introduzione dell’amministratore delegato di Microsoft:

Questa presentazione ha fatto seguito a un’altra, proposta da Meta con la sua soluzione Horizon Workrooms. Lo scopo è offrire un uso diverso dei visori Oculus, prodotti da Meta, che a un prezzo molto accessibile offrono a tutti l’accesso a questo nuovo modo di connettersi a Internet e danno un significato del tutto nuovo alla realtà virtuale. Per ora è possibile fare solo VR e non realtà aumentata. Questo potrebbe però cambiare in futuro, con l’evoluzione dei prossimi visori od occhiali dedicati a questo tipo di spazi.

Introduzione a Horizon Workrooms:

La domanda che ci si può porre è: si può davvero “lavorare” in questi ambienti? Ho voluto fare una prova ed ecco il mio video di test dell’ambiente di Meta. Impressioni:

In sintesi, ci si può proiettare?

Si percepisce chiaramente che siamo agli albori di questo tipo di esperienza immersiva. Ma senza dubbio vedremo queste forme di evasione o di “collaborazione” diffondersi col tempo. Ciò che resta ancora scoraggiante: il peso dei visori, il calore sul viso, l’affaticamento degli occhi. Ci sono ancora progressi da fare, ma i risultati sono già percepibili. Stiamo assistendo alla nascita di una nuova modalità digitale. Ieri ancora fantascienza, ma oggi già parte della nostra realtà.

Traduzione automatica rivista dall’autore · Leggi l’originale in francese

Migrato da demoniak.ch · Fonte originale