Audio Apple: il suono della Mela rivisitato
· Michel Aguilera

Da molti anni Apple ha sempre avuto un rapporto quasi carnale con il mondo della musica (la creazione di iTunes, dell’iPod e del concetto di mercato della musica MP3). Col tempo, Apple ha anche cercato di creare i propri dispositivi audio, con più o meno successo. Faremo una panoramica di questa epopea e dei risultati più recenti.
Suono… a tutto volume!
Fin dalla loro nascita, gli iPod hanno spesso suscitato invidia, soprattutto per le quote di mercato conquistate come lettori MP3, semplici da usare e capaci di portare la propria musica sempre con sé.

In seguito, Apple ha voluto proporre dispositivi per godere di un suono “hi-fi” con i suoi lettori, come dimostra l’iPod Hi-Fi:

Ecco un video di recensione, realizzato da un appassionato che passa in rassegna l’apparecchio:
Apple ha avuto prodotti che accompagnavano alcuni dei suoi Mac, in particolare altoparlanti sviluppati da Harman Kardon, la cui resa era piuttosto impressionante per l’epoca.

Con l’avvento della mobilità, Apple si è concentrata maggiormente su prodotti come l’iPhone e l’iPad, diventati i dispositivi per la mobilità e l’ascolto in movimento della musica. Questi nuovi lettori offrono oggi il catalogo tramite Apple Music, con la sincronizzazione delle librerie tramite il cloud. Naturalmente anche altri attori come Spotify, Deezer o Qobuz offrono servizi simili. Per chi fosse interessato all’audio di alta qualità (HiRes), vi consiglio la lettura di uno dei nostri articoli precedenti. Il servizio Apple Music propone un catalogo di oltre 70 milioni di brani, di tutti i generi musicali.
Anche se la qualità audio dei brani non va molto oltre quella dell’MP3, Apple supporta comunque 2 codec sui suoi dispositivi mobili: l’Apple Lossless e l’AAC. La gamma di codec su macOS può tuttavia essere più ampia (con un supporto software che permette di estendere i codec ad altri formati di riproduzione).
Apple ha sfoderato diversi approcci per gli amanti della musica. Innanzitutto con l’acquisizione di Beats, marchio creato da DrDre, che fu una delle prime vere incursioni di Apple nel mondo delle cuffie (tralascerò volutamente gli auricolari forniti con gli iPhone, che pur avendo una qualità accettabile non sono davvero paragonabili agli altri prodotti dello stesso tipo). Sempre con l’idea di avere una propria linea di prodotti con il marchio della Mela, Apple ha poi lanciato uno speaker connesso, l’HomePod, seguito da poco dall’HomePod Mini (giusto per fare concorrenza a Google sugli speaker connessi intelligenti). Gli HomePod usano Siri per consentire le interazioni con gli utenti, offrendo al tempo stesso un’ottima resa sonora.

Poi, tornando alle cuffie, Apple ha scommesso sullo sviluppo di auricolari completamente wireless, a cominciare dagli AirPods (1ª e 2ª generazione). Oggi possono essere ricaricati tramite una custodia dotata di connettore Lightning, che supporta però anche la ricarica a induzione (Qi). Una variante, gli AirPods Pro, ha aggiunto l’audio spaziale e la riduzione del rumore, con una qualità piuttosto sorprendente per degli auricolari in-ear.

Per i suoi AirPods, Apple ha sviluppato un chip dedicato alla qualità audio (H1), per regolare la riduzione del rumore e l’amplificazione del suono.

Arriviamo così all’ultima nata tra le cuffie Apple (al momento dell’uscita di questo articolo abbiamo potuto provarla per 1 mese): parlo delle AirPods Max.
Tra i punti più interessanti ci sono la riduzione del rumore e la modalità Trasparenza (davvero impressionante, perché migliora nettamente la percezione dei suoni intorno a sé). Questa modalità è disponibile anche sugli AirPods Pro. Dalla sua uscita, questa cuffia è stata spesso paragonata agli altri prodotti del mercato, come la Sony XM4 o XM3, o ancora la Bose QC35. Avendo potuto io stesso confrontare queste 3 cuffie, posso dire che Apple può vantare il sistema di riduzione del rumore più efficace di tutti. Lo sviluppo dei driver audio di questa cuffia ne fa un piccolo gioiello di resa sonora, con un buon equilibrio complessivo. La qualità audio HiRes spetta tuttavia alla Sony, che permette di collegarsi via cavo a diverse sorgenti. Le AirPods Max possono farlo in parte (tramite un accessorio da Lightning a mini-jack), ma hanno sempre bisogno di essere alimentate dalle loro batterie (autonomia massima di 20 ore per l’ascolto in Bluetooth). L’unica critica a questa cuffia è che, in caso di uso prolungato, le orecchie possono scaldarsi parecchio; anche il peso è un inconveniente (nonostante una buona distribuzione grazie all’archetto in tessuto mesh).
In sintesi… è un gran bel suono.
Apple propone articoli di qualità premium, con materiali sempre molto ben selezionati e finiture sempre di ottima fattura. I servizi musicali online permettono a tutti gli utenti dell’ecosistema Apple di trovare sempre quello che cercano in fatto di generi e stili, con suggerimenti specifici e la possibilità di creare le proprie librerie personali. Una maggiore apertura ai codec nel mondo iOS sarebbe molto apprezzata, tanto più che la concorrenza propone oggi lettori Bluetooth che lo consentono, con una trasmissione possibile in Bluetooth, in particolare grazie ai nuovi standard.