Crayonic, ovvero come è cambiata la versione 2 del KeyVault
· Michel Aguilera

Dopo aver avuto l’occasione di scrivere dell’azienda Crayonic in un articolo precedente, abbiamo potuto scoprire i cambiamenti che la società ha apportato al KeyVault, il suo prodotto di punta nel campo della sicurezza delle identità. Rassegna delle modifiche apportate e chiacchierata con Peter Kolarov, fondatore dell’azienda.
La chiave… che apre la strada!
Dal nostro primo contatto con Pavol Schmitzer, molte cose sono cambiate. Innanzitutto l’industrializzazione della produzione del KeyVault (lo si riceve in una confezione essenziale, di gran classe):
All’interno troviamo il dispositivo, tutto in acciaio lucidato e con uno schermo molto discreto per visualizzare le informazioni. Troviamo anche il lettore di impronte all’estremità. Scansionando il QR code presente nella confezione, si viene guidati direttamente nella messa in funzione della chiave, con una prima registrazione dell’impronta digitale per proteggere l’accesso alle impostazioni. Facilissimo! Si può anche usare un codice PIN per completare la protezione:

Per farsi un’idea del funzionamento in diversi ambienti che supportano FIDO2, ecco un’introduzione per immagini:
I dettagli sulla parte hardware si trovano a questo link.
Ecco un video dell’unboxing e dell’esperienza di messa in funzione:
Ciò che emerge prima di tutto dall’uso quotidiano del KeyVault è che si può facilmente fare a meno delle password nella grande maggioranza dei casi. E poiché l’utilizzo non richiede l’installazione di driver o di altri componenti software, il suo uso diventa ancora più naturale.
Elegante, dall’aspetto raffinato, il suo lato decisamente futuristico lo distingue nettamente dalle altre proposte del mercato attuale e dagli attori della FIDO Alliance.
La sua integrazione con sistemi come Windows 10 o 11, oltre che con i vari portali di sicurezza o le applicazioni che supportano l’autenticazione a più fattori, fa del KeyVault una soluzione a sé.
E tra le novità c’è il prossimo lancio di un gateway di gestione (in modalità servizio oppure on premise) per gestire le proprie chiavi e associare i vari servizi di autenticazione. Breve video sulla registrazione di una chiave:
Come puoi constatare, è molto semplice. Per parlare di tutti i cambiamenti e miglioramenti, ecco un video esclusivo con il CEO di Crayonic, Peter Kolarov. Abbiamo potuto incontrarci e discutere dei temi legati alla sicurezza delle identità e al KeyVault:
In sintesi, è sempre così “cool”?
Sì, possiamo dirlo: si tratta di un prodotto davvero particolare, con un approccio da “Smart Security Device”, ricco di possibilità e che non chiede altro che essere messo alla prova con casi d’uso avanzati. Scommettiamo che il futuro si rivelerà appassionante per Crayonic. Da parte mia, lo uso in combinazione con AAD e con il gestore di password Bitwarden (e chissà, forse con altre soluzioni in futuro).